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	<title>ansia Archivi - PsicologiainNapoli</title>
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	<description>Psicologo Napoli e Portici</description>
	<lastBuildDate>Fri, 11 Mar 2016 13:02:24 +0000</lastBuildDate>
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	<title>ansia Archivi - PsicologiainNapoli</title>
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		<title>Come combattere l&#8217;ansia e gli attacchi di panico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bonanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2016 19:16:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[attacchi di panico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sempre più diffusi, i disturbi d&#8217;ansia, gettano nella paura le persone che ne sono colpite portandole nei casi più gravi alla paralisi non solo fisica ma<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>Sempre più diffusi, i disturbi<strong> d&#8217;ansia</strong>, gettano nella paura le persone che ne sono colpite portandole nei casi più gravi alla paralisi non solo fisica ma anche decisionale.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se è vero che l&#8217;ansia è un&#8217;emozione senza la quale passeremmo enormi guai, non si può però pensare di vivere un&#8217;intera vita schiavi dell&#8217;angoscia di affrontare le situazioni, di parlare in pubblico, di frequentare determinati luoghi, di rivivere gli <strong>attacchi di panico</strong>.</p>
<p>L&#8217;ansia ha la funzione di preparare il nostro corpo a reagire, scappare o combattere. Fa aumentare il battito cardiaco, pompa sangue nel corpo e nei muscoli, sveglia la nostra attenzione per farci dare il massimo nelle occasioni speciali: permettere di rendere il massimo.<br />
Talvolta però questo meccanismo si inceppa e compare l&#8217;ansia nemica con gli attacchi di panico, che è quella che cerchiamo di controllare, che ci fa temere eccessivamente quanto ci circonda, che ci esaspera e logora portando cattivi consigli.</p>
<p>Le persone ansiose sono quelle che davanti a una realtà normale la vedono in maniera timorosa, spaventate eccessivamente dalle conseguenze in cui possono incorrere. Ed è proprio l&#8217;attenzione prestata a questi aspetti che mette la persona in stato di allerta e la spingono a osservarsi, controllarsi, capire cosa non va: il circolo vizioso spesso parte da qui, portando una escalation che talvolta sfocia nell&#8217;attacco di panico.</p>
<p>Difronte a queste paure e ansie, i fobici tendono ad attuare due soluzioni che, se a breve termine danno sollievo, purtroppo a lungo termine finiscono spesso per peggiorare la situazione invece che migliorarla: mi riferisco al controllo del proprio corpo e all&#8217;evitamento delle condizioni nelle quali la paura può diventare panico. Ma più si cerca qualcosa che non va e più la si trova, così come la quantità di situazioni che evitiamo va di pari passo con il senso di incapacità ad affrontare che si sviluppa dentro la persona.</p>
<p>L&#8217;80 percento delle persone nella propria vita ha avuto almeno un attacco di panico, ma solo la metà di questi se ne è resa conto perchè hanno una tipologia di personalità che non ha dato importanza alla cosa, uscendo in questo modo immediatamente dalla possibilità che si potesse ripresentare.</p>
<p><strong>La buona notizia è che dall&#8217;ansia si può guarire e anche in tempi brevi.</strong></p>
<p>La modalità terapeutica che utilizzo per il trattamento degli <strong>attacchi di panico</strong> e dei <strong>disturbi ansiosi</strong> segue un duplice approccio. Infatti mi rifaccio all&#8217;approccio sistemico, finalizzato a contestualizzare il sintomo all&#8217;interno delle relazioni e fase di vita che la persona sta vivendo, ma utilizzo anche alcune tecniche dell&#8217;approccio strategico breve, le quali permettono di gestire la problematica in tempi brevi.</p>
<p>Dopo il primo incontro di conoscenza, per valutare la situazione e le risorse a disposizione, propongo di seguire un <strong>percorso di 8 incontri entro i quali arrivare allo &#8220;sblocco&#8221; della problematica e risoluzione</strong>.</p>
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		<title>Come affrontare l&#8217;ansia da primo appuntamento?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bonanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2016 12:02:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[primo appuntamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da un punto di vista psicologico, quali sono di solito i sentimenti  che proviamo prima del primo appuntamento? Sono in gioco un’ampia gamma di emozioni, alcune<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Da un punto di vista psicologico, quali sono di solito i sentimenti  che proviamo prima del primo appuntamento?</h3>
<p>Sono in gioco un’ampia gamma di emozioni, alcune delle quali tra loro contraddittorie: sentimenti positivi rimandano al piacere e alla gioia di incontrare finalmente la persona che abbiamo “adocchiato” o con cui ci siamo scambiati messaggi o fotografie, ma anche una certa quantità di ansia, spessa vissuta negativamente ma in realtà non necessariamente nemica alla “performance” che andremo a compiere.</p>
<p>L’ansia è normale perché non sappiamo cosa ci aspetta, non sappiamo che piega prenderà la situazione e siamo inevitabilmente esposti al giudizio che l&#8217;altra persona avrà di noi. Tuttavia questa quota di apprensione è potenzialmente nostra alleata: davanti a un qualcosa di sconosciuto ci rende vigili, ricettivi, pronti ad affrontare la situazione. Certo talvolta l’ansia diventa eccessiva, e allora ci paralizza: qui possono crearsi dei problemi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quali sono le paure legate al primo appuntamento</strong></p>
<p>Di base uomini e donne sperimentano le stesse paure. Quella più frequente è legata all’esposizione al giudizio dell&#8217;altro, che può generare il timore di non piacere, di non essere sufficientemente interessanti/all&#8217;altezza oppure di dire o fare qualcosa di sbagliato. Queste paure sono molto diffuse e “fanno parte del gioco”, talvolta possono anche provocare nel nostro interlocutore una sorta di “tenerezza” anch’essa utile a stringere relazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ci sono altri consigli, raccomandazioni o suggerimenti che vuole darci riguardo all’ansia da primo appuntamento?</strong></p>
<p>In linea di massima il pensiero rischia di divenire nostro nemico, pertanto cercate di non pensate troppo a cosa fare. Meglio piuttosto fare, magari un passo alla volta.</p>
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		<title>Paura e panico, nel cervello  prendono strade diverse</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bonanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2016 12:55:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[panico]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studio su Nature Neuroscience: aree cerebrali distinte sono collegate a tipi differenti di paura: minacce esterne, come una rapina o il terrore dei ragni, o interne:<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>Studio su Nature Neuroscience: aree cerebrali distinte sono collegate a tipi differenti di paura: minacce esterne, come una rapina o il terrore dei ragni, o interne: ad esempio, la sensazione di non riuscire a respirare. La scoperta potrebbe portare ad affrontare in modo più mirato attacchi di panico o ansia</h4>
<p>C&#8217;e&#8217; paura e paura. La sensazione di spavento scatenata da stimoli esterni, visivi o uditivi, e qualcosa di più intenso e profondo, legato invece a quello che succede all&#8217;interno del nostro corpo. Seguono percorsi diversi e fanno riferimento a centri differenti: la scoperta si deve a John Wemmie, della University of Iowa e potrebbe aiutare ad affrontare in modo più mirato gli attacchi di panico o sensazioni come la sindrome da stress post-traumatico e altre condizioni legate all&#8217;ansia.</p>
<p>L&#8217;area cerebrale della paura è da anni collegata all&#8217;amigdala, che si attiva in risposta a stimoli esterni e prontamente manda il segnale di allarme ad altre aree neurali che preparano il corpo a reagire, di solito con la fuga o con l&#8217;attacco. Tante patologie sono legate a disfunzioni dei meccanismi &#8216;salvavita&#8217; della paura: ad esempio la sindrome da stress post-traumatico, in cui è come se il pulsante della paura fosse sempre acceso, anche quando non c&#8217;è nulla da temere, oppure gli attacchi di panico.</p>
<p>Ma l&#8217;amigdala non è la sola ad attivarsi in presenza di sensazioni di paura. Wemmie, professore associato di psichiatria, e colleghi, che hanno pubblicato il loro studio su Nature Neuroscience, lo hanno scoperto studiando una paziente molto particolare, &#8216;SM&#8217;, una donna di 40 anni che soffre dall&#8217;adolescenza della malattia di Urbach-Wiethe che le ha provocato lesioni all&#8217;amigdala e da allora non ha mai provato paura.   </p>
<p>Alla donna, da anni protagonista delle ricerche degli scienziati, e ad altri pazienti con lesioni simili è stato fatto respirare un mix di aria e CO2, in grado di provocare una sensazione di soffocamento che dura, di solito, una trentina di secondi. Per la prima volta la &#8220;donna senza paura&#8221; e gli altri pazienti hanno reagito provando panico: un risultato che ha sorpreso i ricercatori, che si aspettavano l&#8217;esatto opposto. Ma perché queste persone che non hanno nessuna reazione di fronte ad una rapina, a un film dell&#8217;orrore o se si trovano minacciate con un&#8217;arma, provano terrore inalando anidride carbonica? La risposta sembra essere nel modo in cui il cervello affronta le situazioni esterne e quello che invece accade all&#8217;interno del corpo, come la sensazione di un attacco di cuore o di non riuscire a respirare. </p>
<p>Weinne e colleghi suggeriscono che queste sensazioni di panico &#8220;interno&#8221; vengano captate da aree diverse dall&#8217;amigdala e profonde, come il tronco encefalico, il diencefalo o la corteccia insulare, attivando un circuito diverso rispetto alla paura dei serpenti o di un ladro. </p>
<p>Lo stesso test del gas è stato ripetuto su 12 soggetti sani, ma solo tre di loro hanno provato analoghe sensazioni di panico. C&#8217;è dunque una paura più profonda e intensa dettata da stimoli interni, sostengono gli scienziati, e l&#8217;amigdala potrebbe sopprimerla nei soggetti sani. Al tempo stesso, i ricercatori pensano che l&#8217;amigdala non funzioni correttamente in chi soffre di attacchi di panico.</p>
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		<item>
		<title>Si può morire di panico?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bonanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2016 13:20:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[panico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Spesso chi soffre d&#8217;ansia non impiega molto tempo ad entrare nel mondo degli attacchi di panico. Un mondo dal quale, senza un aiuto, è difficile uscire.<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>Spesso chi soffre d&#8217;ansia non impiega molto tempo ad entrare nel mondo degli attacchi di panico. Un mondo dal quale, senza un aiuto, è difficile uscire. Inoltre, il panico può avere conseguenze anche sul sistema immunitario e, quindi, sulla salute.</h4>
<p>Molte sono le domande ricorrenti poste da chi soffre di ansia, ma quella più gettonata è relativa alla possibilità di morire per via di un attacco di panico.<br />
Colui che soffre d’ansia, anzi, è spesso convinto che il panico possa portare a ulteriori e diversificati problemi: impazzire, soffocare, essere in balia degli altri, e così via.</p>
<p><strong>Ecco perché è importante che si sappia che di panico non si muore e tanto meno si impazzisce:</strong><br />
﻿</p>
<p>questa informazione in alcuni casi permette di normalizzare il sentire dell’individuo abbassando lo stato d’allerta.<br />
La paura che si prova, tuttavia, è giustificata e deriva dai segnali collegati al panico (mancanza d’aria, senso di svenimento, tremori, sudorazione, vampate di calore, palpitazioni) i quali danno la sensazione di essere sul punto di morte.<br />
Spesso questi sintomi spingono la persona a recarsi al pronto soccorso o a effettuare una lunga serie di controlli medici, sentendosi dire che si è trattato di un falso allarme.<br />
﻿<br />
Così come d’ansia non si muore, allo stesso modo l’ansia non rende pazzi, sebbene possa dare la sensazione di non aver più il controllo di se stessi e delle proprie reazioni.<br />
﻿</p>
<p>La paura di impazzire è, infatti, un altro sintomo caratteristico degli attacchi di panico. Questo timore, come quello di morire, tende ad aumentare quando si cerca di controllare volontariamente le reazioni fisiche e i pensieri connessi all’ansia: ci si trova pertanto nel caso in cui il troppo controllo porta paradossalmente alla sua completa perdita.<br />
Se l’ansia non ci uccide, tuttavia, non possiamo nemmeno dire che ci fortifichi quando troppo prolungata nel tempo: il sistema immunitario si indebolisce e lo stress causato dall&#8217;ansia facilita la possibilità di ammalarsi trasformando la quotidianità in una prigione logorante.﻿</p>
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		<item>
		<title>Esercizi di respirazione per rilassarsi e ridurre l’ansia</title>
		<link>https://www.psicologiainnapoli.it/esercizi-di-respirazione-per-rilassarsi-e-ridurre-lansia.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=esercizi-di-respirazione-per-rilassarsi-e-ridurre-lansia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[bonanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2016 12:38:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi]]></category>
		<category><![CDATA[relax]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli esercizi di respirazione possono essere utili per rilassarsi e aiutarti a ridurre lo stress, i problemi del sonno, la sensazione di essere depresso, ecc. Gli<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Gli esercizi di respirazione possono essere utili per rilassarsi e aiutarti a ridurre lo stress, i problemi del sonno, la sensazione di essere depresso, ecc.</h4>
<p>Gli esercizi di respirazione sono anche strumenti utili per i terapeuti, soprattutto nei casi di disturbi d&#8217;ansia. A quanto pare, tutto ciò che serve è un paio di polmoni relativamente sani, la tua respirazione e circa 10 minuti. Ecco sei tecniche prese in prestito dallo yoga, dalla meditazione e anche dai terapeuti, di diversi livelli di difficoltà, che ti consentiranno di trovare la pace senza dover passare per una Spa.</p>
<p>Una respirazione controllata non solo mantiene la mente e il corpo allenati, ma può anche ridurre la pressione sanguigna, migliorare il relax e addirittura aiutarti ad eliminare lo stress.</p>
<p>In camera da letto, in ufficio o in qualsiasi luogo in cui entra la negatività, ricordati di queste sei tecniche per aiutare a mantenere la calma.</p>
<p>Come si fa: Per cominciare, inspira contando fino a quattro ed espira contando di nuovo fino a quattro (attraverso il naso). Hai imparato il pranayama? Le persone più esperte nella respirazione yoga possono contare fino a 6 o 8 , con lo stesso obiettivo: calmare il sistema nervoso, aumentare la concentrazione e ridurre lo stress.</p>
<p>Quando funziona meglio: sempre e ovunque, anche se si tratta di una tecnica particolarmente efficace prima di addormentarsi. &#8220;È come contare le pecore&#8221; afferma Rebecca Pacheco, istruttrice di yoga, &#8220;se hai problemi ad addormentarti, questo tipo di respirazione può aiutare la tua mente a disconnettersi dai pensieri o da tutto ciò che ti impedisce di dormire&#8221;.</p>
<p>Livello di difficoltà: principiante</p>
<p>Tecniche di respirazione addominale<br />
Come si fa: con una mano sul petto e l&#8217;altra sulla pancia, inspira profondamente attraverso il naso, facendo in modo che il diaframma (non il petto) si gonfi con aria sufficiente per creare un ampliamento dei polmoni. L&#8217;obiettivo: da 6 a 10 respirazioni lente al minuto per 10 minuti ogni giorno. Potrai riscontare una riduzione immediata della pressione cardiaca e sanguigna, afferma la dottoressa McConnell, specialista in respirazione. Fai questo esercizio per 6 o 10 settimane e i benefici possono essere mantenuti più a lungo.</p>
<p>Quando funziona meglio: prima di un esame o di qualsiasi evento stressante. Ma ricorda: &#8220;Chi opera in uno stato di stress costante può sorprendersi di quanto sia difficile controllare il respiro&#8221;, dice la Pacheco. Per allenare la respirazione, prendi in considerazione strumenti che ti diano biofeedback, come le applicazioni sui telefoni cellulari (ad esempio Breathe Strong, ideata dalla dottoressa McConnell) che possono aiutare gli utenti con il ritmo del respiro, ovunque si trovino.</p>
<p>Livello di difficoltà: principiante</p>
<p>Nadi Shodhana o &#8220;Respirazione alternata&#8221;<br />
Come si fa: è il migliore amico di un praticante di yoga, visto che questo tipo di respirazione porta all&#8217;equilibrio e all&#8217;unione delle due regioni del cervello. Partendo con una postura comoda di meditazione, afferra il pollice destro e mettilo sulla narice destra e inspira profondamente attraverso la narice sinistra. Quando arrivi al massimo dell&#8217;inalazione, copri la narice sinistra ed espira attraverso la narice destra. Continua così, inalando attraverso la narice destra, poi chiudendola con il pollice destro ed espira attraverso la narice sinistra.</p>
<p>Quando funziona meglio: in qualsiasi momento in cui cerchi concentrazione ed energia. Non provare questo esercizio prima di dormire. Si dice che Nadi Shodhana serva a &#8220;pulire i canali&#8221; e a far in modo che le persone siano più vigili. &#8220;È quasi come una tazza di caffè&#8221;, afferma la Pacheco.</p>
<p>Livello di difficoltà: intermedio</p>
<p>Kapalabhati<br />
Come si fa: si inizia con una lunga e lenta inalazione, seguita da una rapida e potente espirazione generata dalla parte bassa della pancia. Una volta che sei a tuo agio con questo esercizio, aumenta il ritmo inspirare &#8211; espirare (attraverso il naso) ogni 1 o 2 secondi per un totale di 10 respirazioni.</p>
<p>Quando funziona meglio: quando è il momento di svegliarsi, riscaldarsi o iniziare a guardare il lato positivo delle cose. &#8220;È un esercizio piuttosto intenso per l&#8217;addome&#8221; ricorda Pacheco, &#8220;ma farà sì che il corpo si riscaldi, scuoterà la vecchia energia e risveglierà il cervello&#8221;.</p>
<p>Livello di difficoltà: avanzato</p>
<p>Rilassamento progressivo<br />
Come si fa: per allentare le tensioni dalla testa ai piedi, chiudi gli occhi e metti i muscoli in tensione e rilassa ogni gruppo muscolare per due o tre secondi ciascuno. Comincia con i piedi e le dita, per poi passare al ginocchio, alle cosce, ai glutei, al petto, alle braccia, alle mani, al collo, alla mandibola e agli occhi (mantenendo una respirazione lenta e profonda). Hai difficoltà a fare questo esercizio? La specialista in ansia e panico, la Dottoressa Patricia Farrell, suggerisce di inspirare attraverso il naso, contare fino a 5 mentre i muscoli si contraggono e, infine, espirare attraverso la bocca.</p>
<p>Quando funziona meglio: a casa, in ufficio o anche mentre cammini. Attenzione: avere le vertigini non è mai l&#8217;obiettivo. Se trattenere il respiro ti fa sentire male, adatta l&#8217;esercizio alle tue possibilità.</p>
<p>Livello di difficoltà: principiante</p>
<p>Visualizzazione guidata<br />
Come si fa: vai verso questo &#8220;luogo felice&#8221;, non chiedere nulla. Con un allenatore, terapeuta o registrazione utile come guida, respira profondamente mentre ti concentri sulle immagini positive e piacevoli in modo da sostituire qualsiasi pensiero negativo.</p>
<p>Quando funziona meglio: in qualsiasi luogo in cui tu possa chiudere gli occhi e lasciarti andare in modo sicuro (per esempio, non durante la guida).</p>
<p>Livello di difficoltà: intermedio</p>
<p>Mentre lo stress, la frustrazione e altri problemi quotidiani saranno sempre lì, la buona notizia è che anche la nostra respirazione sarà lì a sostenerci.</p>
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		<item>
		<title>Ansia e angoscia: sintomi che non si stanno seguendo i propri desideri</title>
		<link>https://www.psicologiainnapoli.it/ansia-e-angoscia-sintomi-che-non-si-stanno-seguendo-i-propri-desideri.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ansia-e-angoscia-sintomi-che-non-si-stanno-seguendo-i-propri-desideri</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[bonanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2016 12:46:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[angoscia]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il corpo ci manda dei segnali, a volte connessi alle nostre insoddisfazioni più nascoste. Ansia, angoscia, paura e attacco di panico: sintomi che non si stanno<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologiainnapoli.it/ansia-e-angoscia-sintomi-che-non-si-stanno-seguendo-i-propri-desideri.html">Ansia e angoscia: sintomi che non si stanno seguendo i propri desideri</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.psicologiainnapoli.it">PsicologiainNapoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>Il corpo ci manda dei segnali, a volte connessi alle nostre insoddisfazioni più nascoste.</h4>
<p>Ansia, angoscia, paura e attacco di panico: sintomi che non si stanno seguendo i propri desideri. Freud scrive nel 1925 &#8220;Inibizione, sintomo e angoscia&#8221;, testo ancora attuale. E ci fa capire come il nostro corpo esprima con questi sintomi un malessere legato alla negazione della nostra felicità.</p>
<p><strong>Cos&#8217;è l&#8217;angoscia?</strong><br />
L&#8217;angoscia non è così lineare da definire perché necessita di un ragionamento che la logica del causa-effetto non è in grado di produrre.</p>
<p>L&#8217;angoscia ha sede nell&#8217;Io e segnala che è stato contraddetto l&#8217;accesso al proprio principio di piacere (cioè ci siamo negati qualcosa che ci renderebbe felici). Ma l&#8217;essere umano è fatto anche di Super-Io &#8211; quella parte di noi dove ci sono regole e divieti, una specie disuper morale che ci è stata insegnata. Io e Super-Io non stanno sulla stessa montagna e non comunicano.</p>
<p>Viene da chiedersi: &#8220;come mai Io ha paura di perdere l&#8217;amore del Super-Io&#8221;? Perché mi faccio influenzare dalle regole invece di badare ai miei desideri? «Non manco di nulla fino a che il Signore è il mio pastore», così recita il racconto biblico di Samuele 1 (Salmo 23).</p>
<p>Già, non manca di nulla, ma devo ubbidire al comando! Se il nostro Io desiderasse una cosa diversa, se non intendesse più ubbidire? Io immagina il Super-Io punitivo che lo eviterebbe?</p>
<p><strong>L&#8217;impotenza davanti ai comandi</strong><br />
Ci sentiamo sempre impotenti rispetto all&#8217;istanza di comando: l&#8217;Io vorrebbe un&#8217;autonomia di movimento dal Super-Io (dalla morale imposta) che però è rischiosa. Qual è questo rischio? Di perdere un amore che non è possibile perdere! Di essere giudicati prima che dagli altri da noi stessi.</p>
<p>Esiste però dentro di noi anche un Es, una parte primordiale e inconscia sviluppata nei primi anni di vita, che esprime i nostri desideri ed emozioni e il lavoro psicanalitico consiste nel riuscire a far riconoscere questi desideri, riuscendo a diventare un Io soddisfatto che non si lascia dominare da un Super-Io signore e padrone.</p>
<p><strong>Liberarsi ed elaborare il lutto</strong><br />
Posso aggiungere che occorrerà riconoscerlo questo super-Io Signore, anche con la S minuscola, elaborandone un lutto.</p>
<p>La forza di Freud sta proprio nell&#8217;aver affermato la sovranità dell&#8217;Io, che passa attraverso il tentativo di liberarsi dalle ansie e dalle paure dell&#8217;Io facendo luce attraverso le diverse istanze, tra cui dopo Io, Es e Super-Io anche la realtà del mondo circostante.</p>
<p>Questo tentativo di liberazione non passa più attraverso una teoria precostituita ma attraverso il lavoro psicoanalitico di ciascuno, perché l&#8217;angoscia è il prodotto fluttuante delle diverse posizioni che vengono ad assumere Es, Io e Super-io nella costituzione del soggetto.</p>
<p>Ansie, paure e attacchi di panico possono essere manifestazioni diverse che la psicologia non dovrebbe confondere, ma aiutare a distinguere.</p>
<p>Buon percorso a ciascuno!</p>
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		<title>I disturbi ossessivi compulsivi, cosa sono?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bonanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2016 13:02:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[ossessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella passata edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) il disturbo ossessivo compulsivo era inserito tra i disturbi d&#8217;ansia. Nella nuova edizione del<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>Nella passata edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) il disturbo ossessivo compulsivo era inserito tra i disturbi d&#8217;ansia. Nella nuova edizione del manuale (DSM 5) è stato loro dedicato un capitolo specifico, viste le caratteristiche non riconducibili solamente ad aspetti ansiosi.</h4>
<p>Tra i più diffusi disturbi di questo genere troviamo:</p>
<p><strong>Disturbo ossessivo compulsivo</strong> (presenza di ossessioni e/o compulsioni. Le prime sono pensieri, impulsi o immagini i correnti e persistenti, vissuti come intrusivi e indesiderati e che il soggetto cerca in tutti i modi di sopprimere. Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi o azioni mentali che il soggetto mette in atto in conseguenza di un&#8217;ossessione).</p>
<p><strong>Disturbo di dismorfismo corporeo</strong> (eccessiva preoccupazione per uno o più difetti o imperfezioni percepiti nell&#8217;aspetto fisico, che non sono osservabili o appaiono agli altri in modo lieve. A questo seguono comportamenti ripetitivi o azioni mentali in risposta a preoccupazioni legate all&#8217;aspetto).<br />
<strong><br />
Disturbo da accumulo</strong> (forte difficoltà nel gettare o separarsi dai propri beni, a prescindere dal loro valore reale. Ciò produce un accumulo che compromette gli spazi e causa disagio o compromissione sociale)</p>
<p>Secondo Straus &#8220;L&#8217;ossessivo conosce e vive in un mondo la cui struttura fondamentale è squilibrata. Questo mondo strano e particolare è il palcoscenico delle sue azioni, del suo ordine, della sua avarizia e di tutti i suoi rituali; una volta allestito, il palcoscenico non lascia all&#8217;attore alcuna libertà nella interpretazione del suo ruolo: il comportamento sociale dell&#8217;ossessivo è interamente deciso dal cambiamento strutturale della fisionomia del mondo&#8221;.Le persone tendenti al disturbo ossessivo-compulsivo si emozionano e co-percepiscono a partire da un insieme di norme e valori impersonali e astratti e, nel momento in cui viene a mancare tale adesione, possono sviluppare i tipici sintomi. L&#8217;esempio di Liccione chiarisce molto bene questi concetti: &#8220;Ad esempio, un sacerdote che ha impostato l&#8217;intera esistenza ai precetti cattolici, e si è sempre sentito a partire dal grado di corrispondenza delle proprie azioni con quei precetti, potrebbe andare incontro a un&#8217;alterazione identitaria di ordine ossessivo in conseguenza di un&#8217;improvvisa crisi di coscienza circa la propria fede&#8221;.Risulta perciò poco utile cercare una soluzione per questo tipo di &#8220;malessere&#8221; a livello di pensiero, razionale. È invece necessario intervenire rispetto il forte senso di incertezza che caratterizza la persona ossessiva; incertezza data dalla mancata adesione a determinati e spesso rigidi modelli di riferimento.</p>
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